Per la tua pubblicita' su Marcopolo scrivi alla redazione all'indirizzo:
redazionemp @ venetidelmondo.com
Marcopolo
Direttore responsabile Marco Ballini. Direttore editoriale Rudy Marcolini
6052 Jean-Talon Est, suite C, Montreal, Quebec H1S 3A9 Canada Tel.: +514-252-5041 Fax.: +514-252-9852
Marcopolo, il quotidiano dei Veneti nel Mondo, Tutti i diritti riservati. Registrazione presso il Tribunale di Verona Nr. 2325/2001 del 28 Novembre 2001
Edizione di Lunedi, 8 Agosto 2016
Ricerca sul sito

[Login]


Contatti

Scrivi alla redazione

Lettori ci hanno visitato
Sfoglia avanti 
Lunedi, 6 Giugno 2016 alle 06:52
NATIONAL GALLERY DI LONDRA: IL MERITO VERONESE
di Gaia Vangelisti

Esistono dei quaderni di viaggio, risalenti agli anni ’50 del 1800, che giacciono solenni e forse un po’ polverosi negli archivi della National Gallery di Londra. Tra quei fogli, scritti con una ricamata calligrafia ed un inglese ortodosso, decisamente pulito dalle contaminazioni che lo avrebbero “sporcato” nel decennio successivo, si cela la storia del collezionismo italiano di quegli anni. Fino al 2005, questi taccuini, circa una quarantina, erano un materiale inedito, sul quale pochi si sarebbero cimentati nella traduzione e nell’identificazione, spesso davvero complicata, delle opere in esso citate. Questa sfida è stata accolta con entusiasmo e dedizione, da alcuni giovani laureandi dell’Università Statale di Milano, che hanno reso consultabili nelle biblioteche d’Italia, queste fonti preziose, per la ricerca della storia dell’arte. L’autore è Sir Charles Lock Eastlake, noto pittore e scrittore del suo tempo, ma prima di tutto, Primo Direttore della National Gallery di Londra, nel 1855. Possiamo affermare che senza il suo contributo, il rinomato museo londinese, oggi non sarebbe lo stesso! Dobbiamo immaginare la sua figura come quella di un elegante e colto sessantenne, con il classico frac, cilindro e bastone, alle prese con un grande incarico: arricchire con opere d’arte di prestigio, quello che sarebbe diventato il primo  (Continua)

Articolo completo/stampabile
Martedi, 3 Maggio 2016 alle 17:11
LA PRELIBATEZZA BIANCA E VERDE DI VERONA
di Wally Massimo

Germoglio è il significato dell’antico persiano “asparag” che diventa “aspharagus” in greco e giunge a noi come “asparagus officinalis” o più semplicemente asparago. Si tratta di una pianta appartenente alla famiglia delle liliacee, come l’aglio e la cipolla. Sembra che questa deliziosa presenza sulle nostre tavole arrivi dalla Mesopotamia, dove secondo alcuni studiosi, si trovava il “paradiso terrestre”. L’asparago dalla Mesopotamia si sarebbe poi, in epoche antiche, diffuso anche nelle regioni temperate. Ci sono prove che fosse conosciuto in Egitto e che da lì si fosse diffuso in tutto il mediterraneo. Allora era usato perlopiù per le sue qualità medicamentose e terapeutiche, ma piano piano si iniziò a farne uso in cucina, raccogliendo successi e onori fino ad arrivare ai nostri giorni. Già nel 200 a.C. i Romani avevano dei manuali in cui ne descrivevano minuziosamente la coltivazione. L’asparago fu citato da Teofrasto, Catone, Plinio il Vecchio e Apicio; gli ultimi due oltre che la coltivazione ne descrissero anche la preparazione. La produzione di “turioni”, questo è il nome tecnico dei getti primaverili, avviene nei mesi di aprile e maggio, con sconfinamenti a fine marzo o inizio giugno a seconda delle condizioni climatiche. Fino a non molti decenni fa il suo consumo era destinato prevalentemente al mercato locale. Dalla  (Continua)

Articolo completo/stampabile
Martedi, 3 Maggio 2016 alle 17:03
E L'IRIDE SCELSE CORTINA
di Enrico Andreoli

Dopo cinque tentativi andati a vuoto (per il 2013, 2015, 2017 e 2019) il capoluogo ampezzano ottiene dalla Federazione Internazionale di Sci (FIS) un meritato sì. Organizzerà i Mondiali di Sci Alpino del 2021. La nota località turistica già fu sede in passato della manifestazione: nel 1932, 1941 e 1956. Dal 2005 a Bormio (Sondrio) la massima competizione mondiale non tornava sui picchi italici. Due sole nuove opere sono in programma: la pista Anton Sailer, sul Col Drusciè, per le gare di slalom speciale – maschili e femminili – e la strada di accesso al traguardo di Rumerlo. L’attuale pista Olimpia sarà riservata alle gare femminili, mentre la nuova Vertigine Bianca (realizzata collegando piste già esistenti) ospiterà le prove veloci maschili e la Labirinti lo slalom gigante. Il plan prevede inoltre la riqualificazione della ex stazione e della pista da bob. «Raccogliamo finalmente i frutti di un lungo e serio lavoro» commenta il Sindaco Andrea Franceschi. «Sono davvero contento che finalmente Cortina possa ottenere i Mondiali di sci alpino. Sono la manifestazione più seguita, per gli sport invernali, dopo le Olimpiadi: possono rappresentare una importante occasione di rilancio». Così Kristian Ghedina, cortinese doc ed ex campione del mondo di discesa libera. Infine Marco Giambuzzi, Presidente Turismo di Confindustria  (Continua)

Articolo completo/stampabile
Mercoledi, 23 Marzo 2016 alle 15:19
MURANO: IL CROMATO REGNO DI CRISTALLO
di Enrico Andreoli

MURANO (VE) - Addentrandosi nella immensa e prospera Laguna della Città del Doge, in direzione nord-est, si approda (lungo il canale dei Marani) in una piacente e variopinta isola, casa madre di botteghe di capolavori, grandi e piccoli, di un’arte secolare e fascinosa come quella vetraria. Essa è Murano. Composta a sua volta da sette isole minori, divise da navigli e rii e collegate tra loro da numerosi ponti, la civitas fa derivare il proprio nome dal latino Amurianum (o Ammurianum), si pensa una porta od un rione della antica città romana di Altino (situata un tempo sulla palus veneta). Qui si ritiene che gli abitanti si siano rifugiati al fine di sfuggire all’invasione degli Unni. Annus domini: 453 d.C. Il primo atto formale che comprova l’esistenza della cittadina (Amuriana) risale all’846. Al tempo l’isola godeva di un certo grado di autonomia, in quanto a livello amministrativo veniva retta da tribuni minori e tribuni maggiori. Questo fino al XII° secolo (esattamente al 1171, quando venne unita al sestiere veneziano di Santa Croce), riconquistando la libertà nel 1275. Da questa data vigeva un Maggior Consiglio (500 membri) e un Minor Consiglio (40 membri), un tesoriere ed un nunzio con il compito di mantenere un continuo contatto con “Piazza San Marco”. Fin qui le iniziali annotazioni storiche, ma occorre srotolare  (Continua)

Articolo completo/stampabile
Lunedi, 14 Marzo 2016 alle 18:32
MANDORLATO E TORRONE: PROVE DI GEMELLAGGIO
di Enrico Andreoli

COLOGNA VENETA (VR), CREMONA 3 Dicembre 2015 Il Mandorlato incontra il Torrone. Durante l’ultima Festa del Torrone in terra lombarda (a Cremona dallo scorso 24 ottobre al 29 novembre), l’oro bianco di Cologna Veneta ha fatto la sua comparsa tra gli stand della manifestazione grazie ai coniugi Margherita Bisognin e Daniele Faggian, della pasticceria Bisognin. I rappresentanti pasticceri del Nord-Est alla kermesse (300 mila partecipanti), assieme agli altri 50 espositori d’élite affollanti la centralissima Piazza Stradivari, hanno “snocciolato” i prodotti tipici del crocevia “antico veneziano” della pianura padano-scaligera sudorientale: il Mandorlato Dorato e il Nocciolato. Sebbene alcuni ingredienti base siano i medesimi (albume d’uovo, miele e zucchero) tra il Torrone e il Mandorlato risiede un abisso in termini di preparazione, impasto e cottura. Il dolce cremonese ha conosciuto un grande successo internazionale, grazie a marchi quali “Sperlari”, mentre la pietanza colognese rivendica la sua artigianalità e radicamento sul territorio. «Farci la guerra non serve a nulla» afferma Margherita «gli organizzatori della Festa di Cremona ci hanno accolto a braccia aperte e noi abbiamo accettato di buon grado la sfida, perché quello che ci interessa è far conoscere il nostro prodotto al di fuori del Triveneto». E il risultato è  (Continua)

Articolo completo/stampabile
Domenica, 7 Febbraio 2016 alle 06:30
NEGRAR E CUSTOZA: IL TANDEM DELL'ENO CATULLIANO
di Enrico Andreoli

NEGRAR, CUSTOZA (VR) 18 Novembre 2015 Amarone. Un coro unanime si leva a San Pietro in Cariano, a nord di Verona, durante l’Amarone Day in occasione della Giornata dell’Assaggiatore (tenutasi lo scorso mese di settembre) organizzata dall’ONAV (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino) in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini Valpolicella: l’Amarone non può essere copiato. Di tale avviso è il Presidente consortile, Christian Marchesini, così come Vito Intini, Presidente Nazionale ONAV, il quale aggiunge «E’ un’icona. Per questa giornata le richieste di iscrizione hanno doppiato il numero dei posti disponibili, a dimostrazione che questo vino e il suo territorio sono centrali negli interessi degli assaggiatori». La vendemmia del «Rosso Principe» si è attestata sull’ordine delle 13 milioni di bottiglie (simile a quella del 2007). Numeri unici al mondo. 7.415 ettari dedicati nel 2014 alla produzione con un aumento di altri 200 nel 2015; 2.347 aziende agricole presenti; 1.698 firm che producono uve destinate all’Amarone; 275 quelle che imbottigliano; 213 quelle che detengono tutta la filiera (dal vigneto, alla vinificazione, all’imbottigliamento); 388 i fruttai per l’appassimento delle uve controllati dall’ente di certificazione per la perfetta tracciabilità. Per la sua produzione occorrono in via obbligatoria tre cultivar  (Continua)

Articolo completo/stampabile
Domenica, 7 Febbraio 2016 alle 06:25
PUNTO COLOGNA: IL SALVATAGGIO DI UN MERLETTO
di Wally Massimo

E’ il 1602 quando a Cologna Veneta, in provincia di Verona, ma posizionata strategicamente ai confini di tre province (Verona, Vicenza e Padova) arrivano da Venezia, con lo scopo di educare le fanciulle al lavoro manuale e artistico, alla preghiera, alla meditazione e alla disciplina, un gruppetto di suore cappuccine. Cologna Veneta, i cui cittadini erano cittadini veneziani, era già aggregata al sestiere di Dorsoduro da poco meno di duecento anni e ci sarebbe rimasta per altrettanti. L’interesse che Venezia poneva in questo lembo di terraferma non era solo di ordine politico-militare, ma soprattutto di risorse agricole. La zona era vocata per la coltivazione della canapa, che a Venezia serviva per la produzione di cordame necessario per la sua flotta navale. In tutto ciò era facilitata da una via preferenziale che sfruttava il corso, in entrambi i sensi, del fiume Guà, per mezzo di chiatte. Le suore cappuccine che da Venezia arrivarono a Cologna erano dotate di cultura e genio artistico, una di loro suor Gertrude, al secolo Cattarina D’Orio, era così potente da influenzare persone impegnate socialmente. Furono loro a portare a Cologna l’arte del merletto con il suo caratteristico ‘’punto in aria’’, così chiamato perché non viene realizzato su alcun tessuto di supporto, ma vive di trama e ordito propri. A Cologna Veneta  (Continua)

Articolo completo/stampabile
Domenica, 31 Gennaio 2016 alle 09:16
LA STORIA DI EUGENIO ZANONI VOLPICELLI
di Angelo Paratico

Eugenio Zanoni Volpicelli fu Console d’Italia a Hong Kong e Macao dal 1899 al 1919 e anche se risulta pressoché sconosciuto in Italia fu un grande scrittore e un grande diplomatico. Forse perché pubblicò pochissimo in italiano ma molto in inglese, da noi è noto solo agli specialisti dell'estremo Oriente. Nacque a Napoli nel 1856, vi studiò fisica e matematica, dopodiché, sfruttando una borsa di studio, studiò arabo e cinese alla Orientale della città partenopea. Nel 1881 lo troviamo in Cina dove lavora come contabile, ma già dal 1884 le sue abilità di poliglotta lo portano ad essere impiegato prima dall’Italia per la firma di un trattato commerciale con la Corea e, in seguito, non essendo sfuggita ai cinesi il suo talento linguistico e diplomatico, vien assunto dal governo imperiale cinese come assistente del viceré cinese Li Hunchang durante le trattative fra la Cina e il Vietnam. Nel 1886 viaggia in Russia apprendendo anche quella lingua, frutto di questi suoi viaggi è un libro in inglese stampato a Londra e dedicato alla guerra Sino-Russa, dove usa lo pseudonimo di Vladimir. Nel 1997 torna nuovamente in Russia e poi pubblica un nuovo libro a Londra, intitolato Russia on the Pacific con mappe e tabelle, ancora valido a livello storico. Lo troviamo l’anno successivo a Shanghai dove pubblica nuovi testi, sia in lingua francese  (Continua)

Articolo completo/stampabile
Sfoglia avanti 

- I proverbi veneti -
Do done e un'oca fa un mercà.
Ultimi mensili
2016




2015






<created with E-Newspaper System V.1.30 (C) 2000-2002 Enrico Demarin>